Il Cappuccino dell’Anno conquista l’Italia
Venerdì, Gennaio 15th, 2010ETICA DEL CAPPUCCINO
Civitanova Marche, quartiere fieristico, 12 Ottobre 2009.
Durante la manifestazione Tech & Food dedicata alle attrezzature, ai prodotti e ai servizi per l’articolato delle attività ricettive, presso lo stand allestito da BarMagazine, si è svolta la terza edizione del concorso “Cappuccino dell’anno”, che ha visto sfidarsi oltre duecento barmen suddivisi tra aspiranti e professionisti.
L’etica ci permette di giudicare se un cappuccino sia buono, giusto o moralmente lecito piuttosto che cattivo, sbagliato o moralmente inappropriato e, come mi ha insegnato il maestro Peppino Manzi in occasione del concorso, un cappuccino per essere eticamente corretto (e quindi moralmente lecito e deontologicamente giusto) deve rispettare i seguenti canoni:
1- la temperatura del latte deve essere in equillibrio con quello che definirei “palato comune”, perciò né troppo freddo, né troppo caldo;
2- il cappuccino deve essere cremoso dal bordo fino al fondo della tazza, quindi il latte deve essere interamente;
3- Il caffè deve essere dosato al punto giusto;
4- il latte va aggiunto al caffè e non viceversa, versandolo col tocco dell’artista.
Ma l’etica si occupa anche del SENSO dell’esistenza e nel nostro caso del Senso di un cappuccino nella vita umana.
Che senso ha bere un cappuccino? Innanzitutto si tratta di nutrimento a base di latte e caffè, nutrimento energetico ed energizzante, in secondo luogo si tratta di piacere, di allietare i sensi del gusto, del tatto e dell’olfatto, in terzo luogo si tratta di una tradizione culturale interamente italiana. Si tratta di noi e infine del nostro modo di cominciare la giornata. Il concorso prevede tre categorie di competizione: cappuccino classico, cappuccino classico decorato al bricco e cappuccino creativo. Personalmente direi che un cappuccino classico, di nobile semplicità e quieta grandezza, come direbbe Winkellmann, sia quello eticamente più adeguato alle nostre colazioni.
- 1° premio "Creativo"
- 2° premio "Creativo"
- 3° premio "Creativo"
- 1° premio Classico
- 2° premio "Classico"
- 3° premio "Classico"
- 1° premio "Classico al bricco"
- 2° premio "Classico al bricco"
- 3° premio "Classico al bricco"
- 1° premio "Creativo"
- 2° premio "Creativo"
- 3° premio "Creativo"
- 1° premio "Classico"
- 2° premio "Classico"
- 3° premio "Classico"
IL CAPPUCCINO DELL’ANNO VISTO DA DARIO
“Io lo sapevo, ci avrei scommesso!”, questo il commento dei miei clienti l’indomani della vittoria al concorso di Bar.it. Tutti sapevano… tranne io.
Al momento dell’iscrizione i dubbi erano tanti: per uno competitivo come me partecipare e non vincere è un problema, non arrivare nei primi 3 un dramma, allora mi nascondo dietro ad un dito “Probabilmente non avrò tempo”, ma intanto mi iscrivo e lunedì 12 parto. Arrivo al tavolo della registrazione a ridosso dell’ultimo turno,.
“Prendi il numero, attacca questo, vai dietro, tra poco tocca a te, siete gli ultimi”… panico!
Sono competitivo e molto ansioso, mi faccio prendere dall’emozione, poi Tamara mi tranquillizza: “Dai che ci stracci tutti!”…doppio panico!
Prendo la prima macchina che capita, mi estraneo mentalmente e cerco di fare come fossi nel mio locale: tutto sembra andare per il meglio, il primo cappuccino con tre cuori, semplice, preciso, il colpo della sicurezza; il secondo con foglia e cuore, figura che a lavoro mi riesce senza nemmeno pensarci, invece il braccio trema, diventa di legno… pessimo! Il terzo…sorvoliamo.
Poi il buon Renzetti mi chiede “Quale presenti dei tre?” ed io, indicando il primo, “Purtroppo questo!”, “Perché purtroppo, ti sono venuti bene tutti e tre” tremenda bugia di una persona gentile, penso. Messa a posto tutta l’attrezzatura mi allontano nervoso per non aver dato il meglio nella latte art. A poco valgono le consolazioni di mia moglie, ma dopo alcuni minuti mi tranquillizzo rassegnato ad applaudire vincitori e organizzazione. “Categoria Cappuccino Classico… the winner is… Dario Ciarlantini!” Sento il mio nome, quasi non lo riconosco, un suono inatteso, ma è mio. Tra gli applausi vado a prendere il mio premio: l’umore va da un eccesso all’altro, la delusione si trasforma in gioia, i complimenti riempiono il mio ego e il premio ripaga l’impegno di questi anni. Nel tornare a casa rivivo l’esperienza condivisa integralmente con mia moglie e riesco a capire una cosa che non mi era chiara: ho vinto per la qualità del cappuccino, non per il disegno, il cappuccino è risultato conforme agli standard qualitativi, foglie e cuori c’entravano poco, tecnica, conoscenza e formazione hanno sviluppato quegli automatismi che mi sono tornati fondamentali. Esperienza importantissima e da “obbligare” a tutti i barman per farli svegliare dal torpore delle “usanze” tramandate tra generazioni, proprio per questo i complimenti vanno a Bar.it per l’idea e l’organizzazione, per l’intuito di aver organizzato un premio semplice ma dai molteplici risvolti, il più banale? Aver fatto capire che il nostro non è lavoro banale.

















